9 doigts

Regia di François-Jacques Ossang. Un film 
con Paul HamyDamien BonnardPascal GreggoryGaspard Ulliel. Titolo originale: 9 Doigts. Genere Drammatico – Francia2017durata 99 minuti. 

Un uomo di nome Magloire sfugge ad un controllo di polizia nei pressi di una stazione ferroviaria. In seguito, scappando lungo una spiaggia, soccorre un altro uomo, morente, che gli consegna una grossa somma di denaro. Lo insegue allora una banda di criminali, che vuole i soldi ma ha anche bisogno del suo sangue freddo, e così Magloire viene arruolato dalla squadra di Kurtz, in partenza via mare, con un carico di polonio radioattivo, per un viaggio verso un’isola mobile, formata da rifiuti.

La nostalgia e la malinconia inchiostrano il viaggio di Magloire fino ad invecchiarne l’apparenza, ma forse è soltanto un inganno, un’illusione ottica, un desiderio. Ombre, riflessi, brume, e inquadrature che assomigliano a tableaux vivants, sono lì per dirci che l’immagine è ingannevole, c’è sempre qualcuno che ci guarda da dietro un’iris o un fascio di luce. 

Il cinema s’inscrive in una lingua, che Ossang s’incarica di tramandare e tradire, sfocando i riferimenti temporali, come accade quando si viaggia a lungo in mare aperto e la mente va alla deriva e “proietta” leggende che parlano di maledizione e paranoia. E del concetto di tempo, che è fatto di temporalità diverse e sovrapposte, si disserta nei monologhi del film, letterari, teatrali, contraddittori, a bordo di un cargo infernale che ricorda quello che portava il Conte Orlok nel Nosferatu di Murnau.


%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: