La Pantera delle nevi

La pantera delle nevi incanta e stupisce 

Quando il fotografo naturalista Vincent Munier propone allo scrittore di viaggio Sylvain Tesson di accompagnarlo alla ricerca della pantera delle nevi, la regina delle vette tibetane, l’autore non sa bene cosa aspettarsi. Sicuramente freddo e fatica, ma che altro? Il resoconto di questa incredibile esperienza prende vita davanti ai nostri occhi mostrandoci un mondo fatto di pazienza, di osservazione, di cura, ma soprattutto della Natura nella sua forma più pura, incarnata dalla maestosità della pantera delle nevi. Non certo uno degli animali più conosciuti, come il leone, la tigre o l’orso, ma anche noi restiamo incantanti davanti allo schermo, in trepidante attesa di questo incontro, presentandoci in largo anticipo all’appuntamento sperando che anche lei faccia lo stesso, mostrandosi in tutta la sua possente eleganza.

In un mondo in cui la fretta è ormai la regola, ritagliarsi dei momenti per osservare quello che accade accanto a noi sembra quasi un lusso. Tornare ai ritmi della Natura, prendersi il tempo di immergersi in lei, adattarsi noi a lei e non tentare di piegarla alle nostre esigenze: solo così potremo respirare davvero all’unisono con la Terra, in pieno rispetto di essa e delle emozioni che genera in chi la vuole proteggere.

Le musiche di Warren Ellis e di Nick Cave impreziosiscono le spettacolari immagini dell’altopiano del Tibet e dei suoi abitanti, umani, ma soprattutto animali. Le parole di Tesson, in Italia doppiato da Paolo Cognetti, autore del bestseller premio Strega Le otto montagne, suggeriscono interessanti spunti di riflessione per un film che in Francia ha registrato numeri incredibili con oltre 4.700.000€ di box office.