L’uomo che uccise Don Chisciotte

L’uomo che uccise Don Chisciotte di Terry Gilliam

UN FILM IN CUI, IN UN CONTINUO INTERSECARSI DI TEMPI TRA PRESENTE E MEMORIA DEL PASSATO, CI SI CHIEDE COSA NE SIA STATO DELLE UTOPIE GIOVANILI. Recensione di Giancarlo Zappoli

Toby è un geniale ma anche cinico regista di spot che si trova su un set spagnolo in cui sta lavorando su un soggetto legato a Don Chisciotte. L’incontro con un gitano che vende dvd pirata di film ambientati in Spagna gli fa ritrovare la copia di un’opera giovanile girata in un paesino poco distante e avente lo stesso tema. Con quel lavoro aveva creato numerose aspettative negli abitanti e non tutte sono andate a buon fine.

Terry Gilliam dopo 25 anni è finalmente riuscito a realizzare il suo film su Don Chisciotte delle cui vicissitudini produttive ci resta testimonianza nel prezioso Lost in La Mancharealizzato sul set e con interviste aggiunte nel 2001. Che cosa sia rimasto del progetto di allora è pressoché impossibile sapere.

Sicuramente sono le polemiche che hanno visto contrapposti il regista e la 71esima edizione del Festival di Cannes uniti contro il produttore Paulo Branco che ne voleva impedire la proiezione. Gilliam non ha mai avuto vita facile con i produttori e in questa occasione si prende una vendetta che rende il film meno spettacolare rispetto, ad esempio, a Le avventure del barone di Münchausen ma molto più complesso sul piano di una riflessione (amara) sul fare cinema. 

Da giovedì 4 a sabato 6 ottobre • ore 21.15

Domenica 7 ottobre • ore 19 e 21.15

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