REFLECTION (Vidblysk)

regista Valentyn Vasyanovych

cast Roman Lutskyi, Nika Myslytska, Nadia Levchenko, Andriy Rymaruk

paese Ucraina

anno 2021


ANTEPRIMA: mercoledì 16 marzo 2022, ore 21:00


In Reflection, il chirurgo ucraino Serhiy (Roman Lutskiy) viene catturato dalle forze militari russe durante la guerra del 2014 nel Donbass, nell’Ucraina orientale. Mentre è prigioniero assiste a spaventose scene di umiliazione, violenza e indifferenza verso la vita umana. Dopo il rilascio, tenta con fatica di tornare alla quotidianità dedicandosi a ricostruire i rapporti con la figlia e l’ex moglie.

Tali temi – l’orrore e la violenza disumana della guerra – sono presenti anche nel precedente film di Vasjanovyč, Atlantis (Atlantyda, 2019), ambientato in un futuro molto prossimo in Ucraina orientale, diventata dopo la guerra un deserto inadatto alla presenza umana. Qui Sergeij, ex soldato che soffre di stress post-traumatico, tenta di adattarsi alla nuova realtà specializzandosi nel recuperare cadaveri di guerra. Atlantis ha vinto il Premio per il miglior film della sezione Orizzonti alla Mostra di Venezia 2019. È stato scelto come candidato ucraino agli Oscar.

Fino a poche settimane fa, le persone consapevoli di una guerra in corso da 8 anni in Europa erano ben poche, ma il conflitto che coinvolgeva il Donbass era lì, vivido, pronto ad aspettare il momento favorevole per allargarsi.
Guardare Reflection oggi è un’esperienza che ha per molti versi dell’incredibile. Il film è stato presentato in concorso all’ultima Mostra d’Arte Cinematografica di Venezia, dove ha suscitato non poche polemiche per la forza e la brutalità delle sue immagini. A vederlo ora, sembra che sia stato girato ieri, in una delle città ucraine assediate dai russi. Si tratta di un film che non fa sconti, non nasconde nulla di quanto succede(va), eppure non possiamo più permetterci di far finta che non ci riguardi.
Abbiamo voluto portarlo nelle sale il prima possibile, perché è il nostro modo per sostenere il popolo ucraino, dando voce a chi ha testimoniato la difficile vita in alcune zone della propria nazione e che ora sta combattendo in prima persona per difendere il proprio Paese.

DICE IL REGISTA: «Nel mondo contemporaneo, che è spesso troppo pieno di informazioni, le notizie “nuove” diventano facilmente notizie “vecchie” ed è difficile mantenere l’attenzione del pubblico su qualsiasi cosa, anche su una guerra. La guerra in ucraina va avanti da molti anni ormai ma nessuno aveva mai parlato delle torture così e trovo assurdo che in Europa queste torture inumane stiano ancora accadendo e sono quasi più atroci della guerra. Non si parla più della guerra perché c’è già da molti anni ma è un dovere raccontare al pubblico delle torture.» (Valentyn Vasyanovych)

«Il segreto sta nel titolo, “reflection”, cioè riflesso, parola dal quale nascono le immagini del film. Le inquadrature fisse e frontali hanno spesso al loro interno vetri, schermi, superfici trasparenti (bellissima la visione di un film attraverso il parabrezza di una macchina), con l’intento di sottolineare la condizione di sicurezza dei personaggi all’interno del loro mondo (nella prima scena del film, un vetro protegge gli spettatori dagli schizzi di una battaglia a colpi di pallottole che contengono pittura…). Nel momento in cui il film approda al fronte, il punto di vista della macchina da presa non cambia posizione, ma elimina ogni filtro: la violenza è sul corpo, la morte è presente e l’orrore è troppo grande per non lasciare segni.» (Roberto Manassero, Mymovies.it)